21 dicembre 2009

Il bello delle feste - parte II

La parte più bella delle feste è senz'altro la luce.
Non solo, anzi non tanto, quella artificiale delle luminarie e delle decorazioni che rallegrano le nostre case. Certo, anche quelle hanno il loro valore, è splendido che proprio quando il dì è così breve ci siano loro a rischiarare il buio intorno a noi e neppure io, nonostante il fervore ambientalista, rinuncio alle "lucine".

Ma la cosa più bella per me, ciò che rende speciale questo periodo dell'anno e le feste che stanno iniziando, è sapere che da domani in poi avrò sempre qualche ora di luce naturale in più da vivere.
Superfluo forse parlare, anche qui, del valore simbolico della luce. Va da sé che la luce è buona e il buio un po' meno ma per me la cosa è veramente viscerale: la mancanza di luce naturale mi asfissia, mi fa vedere tutto nero; in autunno mi piace andare a dormire prestissimo e svegliarmi presto per godere della (poca) luce disponibile nella giornata, e fosse per me abolirei completamente tutte le ore dopo le 18, le reputo praticamente inutili.
Si potrebbe dire che su di me l'autunno e l'inverno esercitano esattamente la funzione loro deputata, e cioè spingermi all'introversione, a rivolgere lo sguardo dentro di me e ad accumulare le mie energie all'interno, per coccolarle e coltivarle in attesa di stagioni più favorevoli per l'esternazione delle idee e dei sentimenti. Ma è veramente troppo, già di carattere mi guardo dentro di continuo e quindi soffro di questo eccesso di raccoglimento.

Probabilmente affronto tutto prendendolo per il verso sbagliato. In realtà, nonostante il ripiegarmi su me stessa, non riesco mai davvero a incontrarmi, a raggiungermi, a parlarmi. So quanto invece potrebbe essere feconda questa esperienza, so che qui e ora si spargono i semi per il futuro. So quanto il buio e la notte, quelli reali e quelli metaforici, siano importanti e so che senza l'oscurità la luce non ha senso, e viceversa.

Ma mi sento già troppo tenebrosa, a volte, per apprezzare un dì più corto della notte, quindi sono davvero contenta che oggi sia il solstizio. Ho come la sensazione che da domani andrà tutto meglio, che qualcosa possa cominciare a germogliare e rinascere nonostante la mia confusione e la tristezza che ho addosso. La rinascita, quella la sento davvero. Aspetto sempre con trepidazione il periodo delle feste, e anche se non seguo alcun rituale per celebrare Yule per me è comunque una bellissima giornata speciale: e mi piace che ci siano le luci, e l'albero decorato, e ghirlande e i dolci tradizionali, e la frutta secca e i mille altri simboli ai quali ormai neanche più facciamo caso, ma che hanno un loro valore e un significato...

Di anno in anno cerco di approfondire tutto ciò, per trovare le mie radici. Non è facile.
Come esseri umani sentiamo il bisogno di appartenere a qualcosa e a qualcuno, di identificarci in un gruppo, per dare più senso alla nostra vita. Non è necessariamente per omologazione o conformismo: è perché siamo animali, animali sociali, e fa parte di noi desiderare un branco che ci rispecchi.
A volte si nasce nel branco sbagliato. Piango sempre quando leggo la storia del Brutto anatroccolo raccontata da Clarissa Pinkola Estes (la trovate qui), e mi pare che alla fine il cuore mi si spezzi.
Io il mio branco non l'ho trovato ancora: le persone speciali sono poche, e spesso lontane, le frequento in versione virtuale ma non si vive solo di virtualità e il branco, purtroppo, devi poterlo toccare e annusare esattamente come fanno gli animali per sentirlo tuo fino in fondo, ma anche per capire se è davvero il branco al quale appartieni. Che ti appartiene.

Alla fine, da tutto ciò con cui vengo in contatto pesco qualcosa. Guardo un po' qua e un po' là e metto insieme i tasselli per farli aderire al mio corpo. Non mi interessa appiccicarmi addosso un'etichetta, io cerco di trovare me stessa, le mie radici, di capire chi e cosa sono.


Quindi, tirando le somme, non festeggio il Natale e per adesso nemmeno Yule, ma su quest'ultimo sono possibilista. E voi, come vi state preparando ad affrontare il carosello in arrivo?

17 dicembre 2009

Il bello delle feste - parte I

Quando, nei commenti di qualche post fa, emi mi ha scritto che durante le feste invernali sono sempre un po' giù, la mia prima reazione è stata di diniego. "Ma non è mica vero!", mi sono detta. Poi ci ho pensato meglio: di solito chi ti osserva dall'esterno riesce a vedere lucidamente cose che, pur essendo sotto il tuo naso, ti sfuggono, quindi sono andata a rileggermi i post di dicembre degli anni passati.

In effetti nel dicembre del 2006 a casa mia era in atto una tragedia greca. Essendone la protagonista, appena potevo uscivo, e quando non uscivo cercavo soltanto di evitare di uccidere i miei familiari. Decisamente, quindi, non ero circondata da spirito natalizio, pace e serenità.
Nel 2007, proprio tra Natale e Capodanno, ho subito una cocente delusione legata al mondo di internet, e anche se poi ho continuato ad essere molto presente sul web, dentro di me ho maturato un certo distacco verso il mezzo, cominciando appunto a vederlo come un mezzo, non più come un fine. E soprattutto a legarmi meno alle persone nelle quali incappavo nei miei girellamenti online. Com'era prevedibile, poi, sono stata un sacco di tempo a letto con la febbre: è il mio modo standard di scaricare lo stress accumulato durante la frequentazione dei corsi universitari...
Nel 2008 è andata decisamente meglio: c'era una persona speciale al mio fianco ad addolcirmi la vita!

Quest'anno non so prevedere come passerò le feste. In effetti qualche problema col Natale, è oggettivo, ce l'ho - anzi, direi che è il Natale che ha problemi con me... ma ci sono sicuramente degli aspetti positivi nelle feste natalizie e voglio condividere con voi tutti quelli che mi verrano in mente.

Per oggi mi limito a parlare dei dolci. A Castellammare quando dici "Natale" non pensi al pandoro e al panettone, che sono molto diffusi, ma "di importazione" (e non mangiamo certo quelli artigianali). A Castellammare quando dici Natale cominci ad avere le seguenti allucinazioni: l'odore del pisto ti avvolge e vedi coroncine di struffoli fluttuanti nell'aria, sorrette da putti che danzano tra montagne di mostaccioli e colline di roccocò, sulle quali crescono alberi di pullece e' monaco irrigati da fiumi di lambiccato. Gli stabiesi e i napoletani, credo, mi capiranno al volo.

Purtroppo nessuno di questi dolci è vegan, e se voglio mangiarli, non potendoli comprare in pasticceria, devo per forza prepararli in casa. Per adesso non ho ancora messo mano agli struffoli (di cui trovate comunque due diverse ricette degli anni scorsi) né ai roccocò, che però preparerò presto. Mi sono dedicata, invece, ai mostaccioli e ai pullece e' monaco. Vi scriverò a breve la ricetta, perché per entrambi i dolci ne ho provata un'altra, più soddisfacente delle precedenti!



Beh, decisamente i dolci natalizi sono uno degli aspetti positivi e irrinunciabili delle feste, e mi risollevano il morale.

15 dicembre 2009

La "vera" ecologia domestica

Finché sono rimasta a vivere con i miei genitori, ero rassegnata al proliferare di flaconi su flaconi di detersivi e altri prodotti per la pulizia della casa, che a me sembravano un abominio ma per mia madre erano la norma. Non ho mai sopportato la puzza dell'ammoniaca e so che la candeggina è uno scempio ambientale, tanto per dire le prime cose che mi vengono in mente, e non è che il resto dell'ambaradan fosse molto meglio...

Ora sono determinata ad invertire la rotta e usare il più possibile (se non totalmente) prodotti ecologici, ancora meglio se autoprodotti. Per esempio, conoscendo le meravigliose doti dell'aceto bianco ho fatto sparire completamente tutto il calcare incrostato nel lavandino della cucina, a costo quasi zero. Ed era una situazione davvero spaventosa.

Sto usando detersivi ecologici per la lavatrice e i pavimenti mentre quello per i piatti sarà messo in uso una volta terminata la confezione attuale. Per il futuro mi prefiggo due obiettivi: imparare (e mettere in pratica) qualcosa in più sui detersivi e le pulizie fai-da-te, e trovare i detergenti ideali per le normali pulizie, per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo.

Sto per buttarmi a capofitto nella consultazione del manuale sui detersivi bioallegri, e ovviamente delle varie branche di Sai cosa ti spalmi. Privatamente Erbaviola mi ha dato altri suggerimenti, ma se avete ricette testate e garantite, facili da realizzare, oppure conoscete siti affidabili in tema, fatemelo sapere.

Sperimenterò e poi, ovviamente, mi toccherà scrivere tutto!

14 dicembre 2009

Crema riciclata di cavoli assortiti

Ieri sono andata a fare spese alla Coop e, tra le altre cose, ho fatto scorta di cavoli: verza, romanesco, cavolfiore bianco e cavolfiore verde. Ora, non avendo molto spazio in frigorifero ho deciso di conservarli dopo aver tolto le foglie esterne, ma non mi andava proprio di buttarle... sia perché in questa zona di Roma l'organico si raccoglie insieme all'indifferenziato (quindi di sicuro non viene compostato), sia perché le foglie non pesano poco, e al supermercato te le fanno pagare! Tra l'altro, anche se esteticamente non sono una meraviglia e sono molto coriacee, contengono vitamine e minerali esattamente come la verdura che racchiudono, quindi perché gettarle via? Quando ne ho poche le surgelo per usarle nella prima zuppa che mi capita di preparare, ma stavolta ne avevo in quantità e sono diventate un gustosissimo condimento per la pasta. Se volete cimentarvi... vi assicuro che la crema merita! Ha lo stesso sapore dei broccoletti siciliani.


Ingredienti per 2:
1 patata
torsoli e foglie di scarto dei cavoli
1 spicchio d'aglio
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio extravegine d'oliva

Lavate bene le foglie e i torsoli dei cavoli; se necessario spazzolateli o raschiateli con un coltello per eliminare ogni traccia di terra.
Tagliate i torsoli e le nervature centrali delle foglie nel senso della lunghezza e poi orizzontalmente, in piccoli pezzi.
Pelate la patata e grattugiatela con la grattugia a buchi larghi.
Soffriggete lo spicchio d'aglio, sbucciato, nell'olio ben caldo, e poi aggiungete la patata e i cavoli.
Quando il tutto comincerà ad appassire, versate acqua calda fino a coprire e cuocete a fuoco dolce per almeno 30 minuti o finché le verdure risulteranno tenere. Regolate di sale, togliete l'aglio e frullate il tutto grossolanamente.
Si può usare per condire pasta o altri cereali, oppure, con una piccola aggiunta d'acqua calda, per una saporita zuppa.

Alla prossima occasione fotograferò la zuppa, altrimenti, ci scommetto, nessuno ci crede!

10 dicembre 2009

A Natale...

Nei commenti allo scorso post, emi mi ha chiesto di scrivere qualche parola su come vivo spiritualmente il Natale, vorrebbe sapere se ho una visione mia e alternativa di questa festa.
Beh, di certo da qualche anno il Natale non ha più lo stesso significato di prima, per me. E' cambiata la mia percezione delle festività, sono cambiate le mie abitudini.

Non credo di aver mai avuto davvero la Fede, e se l'ho avuta adesso non ne resta traccia dentro di me. Anche se sono battezzata non credo più da parecchio tempo. A dire la verità ho anche abiurato, ma non ho mai ricevuto risposta alla mia lettera - comunque sia, attualmente non sono né cristiana né cattolica. E non ho ancora trovato qualcosa di "sostitutivo" che mi definisca. Non festeggio il Natale nel modo prettamente tradizionale, ma durante il periodo natalizio ho comunque una mia ritualità; inoltre, naturalmente, subisco l'influenza dei riti dei miei genitori e della società che mi circonda.

Dato che l'argomento rischierebbe di andare un po' per le lunghe, però, e mi preme per ora parlarvi di altro, vorrei dirvi sinteticamente soltanto un paio di cose, poi mi metterò all'opera per un post più completo sull'argomento.

Dicevo che da qualche anno il Natale non ha più lo stesso significato, per me; che la mia percezione delle feste, le mie abitudini, sono diverse rispetto a prima. Per me ormai Natale significa soprattutto menù delle feste (tipo questo, questo o questo), e fare la gioia di Tarty addobbando l'albero.
Purtroppo, puntualmente, Natale significa anche Telethon.

Non mi va di scrivere un articolo su Telethon, parlare di vivisezione è una cosa che mi fa stare estremamente male. Vi dico soltanto che sono convinta che non ne valga la pena - e per pena intendo proprio il dolore - e che sia una cosa antiscientifica e a volte persino controproducente.
Lo so, ogni tanto anch'io prendo medicine, e lo so, mi si potrebbe dire che se avessi una persona cara ammalata gravemente cambierei idea, e vorrei con tutto il cuore che la ricerca trovasse una cura per il suo male. E in effetti lo voglio già ora, vorrei poter prendere un farmaco quando sento che i rimedi naturali non mi bastano, e vorrei che la ricerca trovasse una cura per le più terribili malattie del mondo.
Ma non così. Non a questo prezzo. Ci sono altri metodi, metodi non cruenti e metodi più sicuri per le persone, da utilizzare, e c'è già chi fa ricerca senza utilizzare animali, qualche informazione in più la trovate velocemente qui o qui.

Io in questo momento ho il cuore avvelenato e gli occhi pieni di lacrime. Ho saputo che cose terribili stanno succedendo nella mia città. Cose terribili fatte sulla pelle degli animali.

E mi sento tanto impotente, e come se fossi circondata da mostri. Mi sembra che i miei familiari siano mostri, perché mangiano carogne, si nutrono di morti e di morte. Mi sembra che in ogni persona che incontro per strada si possa nascondere un mostro: un "banale" assassino di mucche e maiali, di merluzzi e sogliole, o ancora peggio uno di quei miserabili individui che torturano gli animali per divertimento.

Io non immagino neppure la possibilità di poter vedere il giorno in cui gli animali saranno liberati dalla sofferenza. Le cose sembrano andare sempre peggio, sembra di tornare indietro, di regredire, invece di fare progressi.

Vi chiedo scusa, volevo essere breve e non ci sono riuscita, essere allegra e non ce l'ho fatta, ma ho saputo delle cose così terribili che neanche posso dirle, che mi fanno non solo vergognare di essere umana, ma perfino avere paura di esserlo. Se degli esseri umani, esseri umani come me, con i quali condivido la biologia e la struttura cerebrale, possono fare quelle cose che ho scoperto, io mi chiedo che cosa mi differenzia da loro? Cosa cambia tra me e una persona che lavora in un allevamento, in un macello, in uno stabulario? Tra me e chi sevizia gli animali?

Il punto è che cambia pochissimo, lo so. Differenze infinitesimali, che sul lungo termine si amplificano.

Voi non lo sapete, ma io e i miei fratelli avremmo potuto nascere a Bergamo, perché mia madre aveva trovato lavoro lì e mio padre avrebbe potuto seguirla, se avessero deciso di cambiare aria. Poi, invece, lei ha deciso di tornare a Castellammare. E anche qui, voi non lo sapete, sarebbe bastato poco per crescere a stretto contatto con quel tipo di persone di cui ogni tanto sentite parlare al Tg, quando la mia città sale agli "onori" della cronaca per omicidi o altri fatti di camorra. Sarebbe bastano spostarci a vivere poche centinaia di metri più in là, in linea d'aria.
Io me lo chiedo, ogni tanto, come sarebbero la Vera bergamasca e quella cresciuta nella parte non tanto buona di Castellammare. Immagino che "strutturalmente" saremmo identiche, ma diverse nell'aspetto esteriore, nell'acconciatura dei capelli, nell'abbigliamento, e soprattutto nel modo di muoverci, parlare, camminare. Ancor più nel modo di pensare.
Se ci incontrassimo, non avremmo nulla da dirci.

E' in gran parte la mia educazione, in senso lato, che mi ha resa così, lo so. In fondo è tutto qui quello che cambia, e mi sento impotente perché mi accorgo che non gliene frega niente a nessuno di sapere, di pensare, di cambiare, di aprire gli occhi. E senza educazione è impossibile venire fuori dall'atmosfera di violenza generalizzata in cui viviamo.

Questa consapevolezza, a tratti, mi strazia. Perdonatemi per la vena pessimista, oggi va così.


Volevo dirvi una cosa su Telethon. Non ce la faccio a scrivere qualcosa di nuovo con lucidità, vi invito soltanto a rileggere quello che ho scritto tre anni fa, è ancora valido dalla prima all'ultima parola. Diffondetelo se volete, non c'è molta argomentazione, è scritto col cuore, ma qualcuno mi ha detto che funziona bene così.

08 dicembre 2009

Serata benefit per l'AIR

AIR sta per Associazione italiana sindrome di Rett. Raidne mi ha chiesto di dare visibilità a questa iniziativa e lo faccio volentieri anche se un po' tardi, invitandovi a scrivere nei commenti del suo blog per ogni chiarimento sulla cosa.

Io nel frattempo preparo la valigia per tornare a Roma dopo una brevissima vacanza "in patria" e cerco di scegliere l'argomento per il prossimo post dopo il menù di Natale... suggerimenti?

06 dicembre 2009

Menù di Natale 2009

Non è stato semplice decidere se preparare o meno il menù di Natale, quest'anno.

Le motivazioni per rinunciare sarebbero state parecchie: la casa in condivisione, la mancanza di attrezzatura, gli spazi ristretti, il budget limitato, e soprattutto la scarsità di tempo mi hanno quasi fatto propendere per il no.
Poi ho cambiato idea, e sapete tutti, ormai, di chi è il merito... del mio 3/4, ovviamente. Mi ha convinta lui a vedere gli aspetti positivi della cosa, e mi ha assicurato sostegno psicologico e aiuto materiale a volontà. Dopo avergli fatto sottoscrivere un documento che lo vincolava a non lasciarmi né prima, né durante, né dopo la preparazione del menù, per me era fatta: ero già entrata nel mio solito trip pre-natalizio.

Pensavo giorno e notte a cosa avrei potuto cucinare, ma non riuscivo a decidermi, perché siete in tanti a seguirmi: madri di famiglia, coppie senza pargoli, giovani single... persone tutte diverse, dalle esigenze diverse! Come potevo stabilire quali ricette sarebbero state adatte per il vostro menù di Natale e quali no? Mi sono arrovellata sulla questione, facendo appello a tutta la mia fantasia, ma sembrava di non venirne mai fuori...

Alla fine ho preso una decisione. Ho deciso di fare le cose al meglio delle mie possibilità. Per accontentarvi tutti, quest'anno, di menù ne ho preparati due.

Il primo è pensato per un'occasione conviviale, per una famiglia allargata, con nonne, zii, cugini e nipoti, tutti diversi per età e gusti; più che puntare alla ricercatezza dei piatti, che in questo caso forse sarebbe stata un po' "sprecata", ho voluto scommettere sul sano gusto. La mia proposta quindi è sostanzialmente rustica, anche se impreziosita da qualche piccola sciccheria. Alcune ricette richiedono un po' di lavoro manuale e di tempo per essere eseguite, buon motivo per coinvolgere i parenti nella preparazione!

Il secondo menù l'ho immaginato per un'occasione più formale, dedicandolo a chi, per esempio, deve fare bella figura con amici o parenti, magari perfino con i suoceri. I piatti sono più ricercati, ma la preparazione è semplice, non laboriosa: sono proprio gli ingredienti, pochi ma scelti con cura, a dare valore ai piatti proposti.

Ciascun menù, pensato per 8 persone, è composto da un antipasto, un primo, un secondo e due contorni; il dolce è uno ed è in comune: se cercate qualche altra idea potete attingere a un più vasto repertorio spulciando qui, la scelta non manca. In entrambi i casi, ho voluto evitare l'uso di ingredienti troppo strani o costosi, per non dare l'idea che il veganismo sia roba da ricchi... perché non è così!


Dopo aver devastato due cucine, maneggiato chili di ingredienti, pianto, bestemmiato e imprecato poco elegantemente, sono soddisfatta e felice sia del menù sia delle fotografie. Mentre preparavamo e mangiavamo tutto ho riso fino ad avere il mal di pancia e quando ho visto il risultato finale, tutto insieme, mi sono commossa. Ancora una volta, devo (e dovete) ringraziare il mio 3/4, perché senza di lui questo post non esisterebbe.

E finalmente, eccovi i miei menù di Natale per il 2009. Buona lettura e buon divertimento in cucina a tutti voi!





MENU' RUSTICO

* Crostini con cannellini ai funghi
* Gnocchi di zucca con crema di radicchio e aceto balsamico
* Scaloppine pasticciate ai funghi
* Insalata di rinforzo
* Fritto misto alla romana
* Muffin al sapore di panettone



Crostini con cannellini ai funghi
  • 24 fette di pane tipo baguette
  • 750 g di fagioli cannellini già cotti
  • 1 spicchio d’aglio sbucciato
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 4 cucchiai di crema di funghi (o di funghi champignon trifolati e tritati finemente)
  • 1 cucchiaino raso di sale

Tostate le fette di pane nel forno, o in una padella con un filo d'olio, dopo averle sfregate leggermente con l’aglio.
Frullate col minipimer 1/4 dei cannellini, l’olio e il sale; spalmate il pane con la crema ottenuta.
Riscaldate i cannellini ancora interi, aggiungetevi la crema di funghi, aggiustate di sale, distribuite il tutto sulle fette di pane e servitele calde.


Note: inizialmente questa ricetta prevedeva l'impiego di una crema di funghi tartufata, cioè contenente una piccola percentuale di tartufo nero o di olio aromatizzato al tartufo nero. Il tartufo è un vegetale, e quindi di per sé vegan; tuttavia è possibile che la ricerca dei tuberi, effettuata con l'aiuto di cani addestrati appositamente, sia causa di maltrattamenti per gli animali stessi. Pertanto la crema tartufata è stata sostituita con una crema di funghi semplice.
Tuttavia, qualora abbiate la possibilità di utilizzare tartufi di provenienza dichiaratamente cruelty-free (magari perché conoscete chi li raccoglie), vi consiglio di provare l'alternativa originale, è un accostamento che merita!



Gnocchi di zucca con crema di radicchio e aceto balsamico
  • 600 g di zucca compatta, già pulita
  • 600 g di patate a pasta gialla
  • 400 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di sale
  • Per la crema:
  • 2 cespi di radicchio tondo
  • 1/2 cipolla rossa piccola
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
  • Sale

Riscaldate il forno a 200°C.
Tagliate la zucca a dadi di circa 1 cm e poneteli su una teglia foderata di carta forno per 25 minuti, o finché saranno morbidi.
Nel frattempo lessate in acqua leggermente salata le patate con la buccia; quando saranno cotte (circa 25 minuti) scolatele e sbucciatele.
Passate entrambe le verdure al passaverdura, mescolate le puree e aggiungete la farina e il sale. Impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e nel frattempo mettete sul fuoco l'acqua di cottura.
Con l’impasto formate dei salsicciotti sottili come un dito, tagliatene dei piccoli pezzi e arrotondateli con le mani per formare gli gnocchi; cuoceteli nell'acqua salata, pochi per volta, scolandoli quando torneranno a galla.

Per la crema di radicchio:
Tritate finemente la cipolla e fatela imbiondire nell'olio; aggiungete il radicchio lavato e pulito e tagliato a striscioline sottili, e 1 pizzico di sale.
Cuocete il radicchio finché sarà morbido, aggiungendo acqua se necessario, e frullatene i 2/3; aggiungete l’aceto e aggiustate di sale. Condite gli gnocchi con la crema ottenuta e con le strisce di radicchio ancora intere.





Scaloppine pasticciate ai funghi
  • 800-1000 g di seitan tagliato in 16 fette
  • farina 00
  • 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • Per la crema:
  • 1 bicchiere di lievito alimentare in polvere
  • 1 bicchiere di farina 00
  • 4 bicchieri d’acqua
  • 1/2 bicchiere di margarina 100% vegetale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere
  • 2 cucchiaini rasi di senape

  • Per i funghi:
  • 600 g di champignon
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
  • 1 pizzico di peperoncino
  • 1 pizzico di sale

Per il seitan:
Riscaldate l'olio in una padella. Infarinate bene le fette, eliminate la farina in eccesso e fatele rosolare da entrambi i lati per qualche minuto. Sfumate col vino, facendolo evaporare completamente, e tenete il seitan da parte, in caldo.

Per la salsa:
Mescolate gli ingredienti (tranne senape e margarina) in un pentolino.
Aggiungete l'acqua, poca per volta, mescolando con una frusta per non formare grumi e fate cuocere a fuoco medio, sempre mescolando, finché sarà denso.
Spegnete il fuoco, aggiungete la senape e la margarina e mescolate finché il tutto sarà liscio e omogeneo.

Per i funghi:
Trifolate i funghi, puliti e affettati, insieme agli altri ingredienti, finché saranno morbidi.

Condite le scaloppine con la salsa e con i funghi trifolati (eliminando l’aglio).





Insalata di rinforzo
Deve essere preparata qualche ora prima.
  • 1 cavolfiore
  • 1 barattolo di sottaceti misti tipo giardiniera
  • 200 g di olive verdi snocciolate
  • 200 g di olive nere snocciolate
  • 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di aceto bianco
  • 1 pizzico di sale

Pulite il cavolfiore eliminando le foglie, lavatelo e dividetelo in cimette. Lessatelo in abbondante acqua leggermente salata, scolatelo quando è al dente e tenetelo da parte a raffreddare.
Mescolate il cavolfiore con gli altri ingredienti e condite con l'aceto, l'olio e il sale.





Fritto misto alla romana
  • 4 carciofi
  • 1 broccolo romanesco (o 2 broccoli siciliani)
  • 2 mele golden
  • abbondante olio di semi di arachidi

  • Per la pastella:
  • 150-200 g di farina 00
  • 200 g di birra chiara
  • 1 pizzico di sale

Preparate la pastella versando la birra, poco per volta, sulla farina e mescolando con una frusta perché non faccia grumi (deve riuscire piuttosto “spessa” e attaccarsi ai cibi). Aggiungete il sale e conservate in frigorifero fino al momento di utilizzarla, e comunque per almeno un'ora.
Pulite il broccolo, dividetelo in cimette e sbollentatelo per qualche minuto in acqua leggermente salata, lasciandolo al dente.
Pulite i carciofi togliendo le foglie esterne, la parte esterna del gambo e la parte superiore delle foglie, e lasciateli a bagno in acqua e limone fino al momento di friggerli.
Sbucciate la mela, togliete il torsolo e tagliatela, in orizzontale, a fette spesse 1/2 cm.
Quando l'olio sarà caldo, asciugate i carciofi e divideteli in 6-8 spicchi, impastellate e sgocciolate bene tutti gli ingredienti e friggeteli finché diventano croccanti e coloriti. Servite subito.


Note: l'insalata di rinforzo si serve tipicamente nel napoletano durante tutto il periodo natalizio. Il fritto alla romana, come dice il nome stesso, è una tradizione della mia nuova città adottiva. I due contorni scelti per questo menù (l'uno rinfrescante e agro, l'altro bollente e sostanzioso) si "spalleggiano" bene reciprocamente, ma soprattutto sono un modo per mettere insieme due culture culinarie per motivi, non lo nascondo, anche personali... Indipendentemente dalla concessione alla mia vita privata, l'insieme è davvero riuscito!



Muffin al sapore di panettone
Vedi alla fine del menù raffinato.





MENU' RAFFINATO

* Strudel di verdure
* Risotto allo spumante con mele verdi
* Seitan al pepe verde
* Insalata delicata
* Verdure al gratin con besciamella ai funghi
* Muffin al sapore di panettone



Strudel di verdure
  • 2 confezioni di pasta sfoglia vegan, fresca, rettangolare
  • 500 g di funghi misti surgelati
  • 250 g di spinaci surgelati
  • 1 mazzo di asparagi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 2 cucchiai di semi di sesamo
  • Sale

Fate appassire in padella, separatamente, i funghi (con l’aglio) e gli spinaci con un cucchiaio d'olio e un pizzico di sale.
Pulite gli asparagi, eliminate la parte dura del gambo, tagliateli a rondelle e cuoceteli in un cucchiaio d'olio finché saranno morbidi. Aggiustate di sale.
Stendete la sfoglia, distribuitevi le verdure, arrotolate la pasta sigillandone i bordi, spennellate d'olio la superficie e incidetela con un coltello.
Cospargete con i semi di sesamo e infornate a 180°C per circa 30 minuti, finché la pasta sarà dorata (se si scurisce troppo presto, coprite con un foglio di alluminio).





Risotto allo spumante con mele verdi
  • 600 g di riso Carnaroli
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 750 ml di spumante dolce
  • 1 cipolla rossa piccola
  • 2 mele Granny Smith
  • 3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva

Tritate la cipolla finemente e rosolatela nell’olio ben caldo, stando attenti a non bruciarla.
Aggiungete il riso e mescolate perché si insaporisca; dopo un paio di minuti sfumate con lo spumante.
Continuate la cottura aggiungendo lo spumante alternato al brodo caldo man mano che i liquidi vengono assorbiti.
A metà cottura (circa 8 minuti) aggiungete la mela sbucciata e tagliata a dadi piuttosto piccoli.
Quando il riso sarà cotto, mantecatelo con 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva e servitelo dopo averlo fatto riposare per qualche minuto.


Note: è un buon modo per smaltire le mille bottiglie di spumante che di certo avrete ricevuto in regalo per le feste!



Seitan al pepe verde
  • 800-1000 g di seitan in 16 fette
  • 250 ml di panna di soia
  • 2 cucchiai di pepe verde in salamoia
  • 2 cucchiai di senape classica
  • 4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
  • 100 ml di brandy
  • 1 pizzico di sale

Sgocciolate e schiacciate il pepe verde; premetevi le fette di seitan e rosolatele nell'olio caldo per qualche minuto da entrambi i lati.
Togliete le fette dalla padella e versatevi il brandy, la senape, la panna e il sale; fate addensare la salsa per 5 minuti.
Rimettete il seitan in padella, lasciate insaporire e servite caldo.





Insalata delicata
  • 400 g di valeriana
  • 2 pere
  • 100 g di noci sgusciate
  • 4 cucchiai di riduzione di aceto balsamico
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaino di semi di sesamo tostati

Spezzettate le noci non troppo finemente; sbucciate le pere e tagliatele a dadi; unite il tutto alla valeriana ben pulita e cospargete con la riduzione di aceto balsamico, l'olio, il sale e il sesamo.


Note: questa fresca insalatina merita l'assaggio, ve lo dice una che non mangia MAI l'insalata e stavolta l'ha presa tre volte.



Verdure al gratin con besciamella ai funghi
  • 1,5 kg tra cavolfiore, broccolo siciliano, finocchio e zucca

  • Per la besciamella:
  • 100 g di farina 00
  • 100 g di margarina
  • 1 litro di latte vegetale
  • 2 cucchiaini rasi di sale
  • 1 spolverata di noce moscata
  • 1 spolverata di pepe
  • 600 g di funghi champignon, già trifolati

  • Per gratinare:
  • 2 cucchiai di margarina
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 1 cucchiaio di lievito alimentare in polvere

Pulite bene le verdure, tagliate il cavolfiore e il broccolo siciliano a cimette, la zucca a dadi e il finocchio in spicchi. Sbollentate tutto in acqua leggermente salata, scolate le verdure al dente e tenetele da parte a sgocciolare.
Preparate la besciamella: sciogliete la margarina in un pentolino, unite la farina formando una crema liscia, e aggiungete il latte poco per volta, man mano che la salsa si addensa (mescolate continuamente con una frusta per non formare grumi). Aggiungete il sale, il pepe, la noce moscata e infine i funghi champignon, dopo averli frullati con poca besciamella.
Versate la salsa sulle verdure, disponetele in una pirofila, cospargete di pangrattato, lievito e fiocchetti di margarina. Infornate a 200°C per 30 minuti circa, poi accendete il grill per 10 minuti finché si formerà una crosta croccante e servite.





Muffin al sapore di panettone
  • 500 g di farina 00
  • 20 g circa di cremortartaro
  • 350 g di uvetta
  • 150 g di canditi (arancia e cedro)
  • 200 g di zucchero di canna
  • 100 g di olio extravergine d'oliva
  • 100 g di olio di semi di mais
  • 180 ml di latte vegetale
  • aroma di arancia

  • Per la glassa:
  • 80 g di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino d’acqua con qualche goccia di aroma d’arancia

Riscaldate il forno a 190°C.
Setacciate la farina e il cremor tartaro in un contenitore capiente. Unite l'uvetta e i canditi e mescolate.
A parte, sciogliete lo zucchero nel latte, unite l'aroma di arancia e i due olii e mescolate bene.
Quando il forno è caldo, versate gli ingredienti liquidi su quelli solidi, amalgamateli senza mescolarli troppo, versate l'impasto negli stampini da muffin e infornate per circa 25 minuti.
Quando saranno cotti, spegnete, aprite leggermente lo sportello e lasciate i muffin in forno ancora per 5 minuti.

Preparate la glassa:
Mescolate l'acqua allo zucchero, pochissima per volta, fino a ottenere una crema liscia ma molto consistente. Spalmatela in uno strato sottile sui muffin, e lasciate solidificare all'aria aperta. Decorate, a piacere, con scaglie di mandorla tostate.


Note: questa idea mi frullava in testa da un po' ma pensavo fosse una follia, finché non ho letto che già Alex (Cuoca dell'altro mondo) l'aveva proposta con successo. Davanti a simili referenze mi sono fatta coraggio e devo dire che il risultato è ottimo! Certo, sostanzialmente sono dei muffin, ma l'aroma è proprio quello del panettone. Mi ripropongo di provare a prepararli usando il lievito di birra, la dimensione mignon aiuta sicuramente la lievitazione; se invece vi sentite coraggiosi e volete provare la versione a grandezza naturale, può esservi di aiuto questo post di Erbaviola.

04 dicembre 2009

Nutrire gli affamati

Notte di pioggia qui a Roma, mattinata uggiosa e, finalmente, il freddo.
Mi sono svegliata con due piccioni appollaiati sulla ringhiera del balcone della mia stanza, non tanto per ripararsi dalla pioggia, forse soltanto per riposare o sorvegliare il mondo da una postazione privilegiata. Non saranno uccelli selvatici, ma mi hanno fatto tenerezza!
A casa non ho mai potuto disporre sul balcone nidi o mangiatoie per pennuti, a causa della macchina da guerra chiamata Tarty, ma qui (sigh) non ho questo problema. La visita ricevuta stamattina mi ha riportato subito alla mente un recente post di Tippitappi, che fa pendant con questo, sempre suo ma più datato, su come offrire ripari e cibo agli uccelli selvatici. E forse qualche informazione in più c'è anche nel Balcone dell'indipendenza, che dovrei avere qui da qualche parte.
Insomma, mi sto già attrezzando con le retine di cipolla, aglio e simili in attesa di costruire qualcosa di più sofisticato per meglio nutrire gli affamati. E voi, siete della partita?

30 novembre 2009

Riepilogo di Ottobre e Novembre

C'è poco da dire, purtroppo, in questo riepilogo!

Ormai tutti sapete che mi sono trasferita a Roma, che mi sono subito ammalata e i primi tempi sono stati un po' duri per me. Avete vissuto da vicino le paturnie del pre-laurea, ma anche quelle del post-laurea e perfino quelle del post-postlaurea. Forse avete sperato che con la ricetta del tofu age(non)dashi tornassi a scrivere con regolarità, ma a parte una segnalazione su come ridurre i consumi di energia elettrica e nonostante i buoni propositi, sto ancora latitando... ma c'è un motivo, lo stesso motivo per cui non ero qui nonostante ci tenessi molto.

Anche quest'anno mi occuperò io del menù di Natale per Vegan3000, ed ho trascorso il fine settimana chiusa in casa a cucinare. Adesso sto affrontando il compito di mettere per iscritto tutte le ricette e scegliere le fotografie da pubblicare... ed è una cosa lunga, credetemi!
Sono molto soddisfatta del risultato ottenuto e il premio più grande per me è stato ridere, ridere, ridere come una matta durante la preparazione dei piatti, ma soprattutto al momento dell'assaggio. Spero quindi che un po' della mia felicità traspaia dal post che pubblicherò quando sarà tutto pronto!

27 novembre 2009

Domani, in piazza a Roma

Info qui. Se ci sarete, fatevi sentire!